LAMBORGHINI GALLARDO LP560/4. PROVE SU STRADA

12 06 2008

Nata dell’evoluzione di un “mezzo atomico” come la Gallardo, la nuova berlinetta a motore V10 centrale (90° fra le bancate) della casa del toro si presenta al pubblico dopo una cura a base di testosterone: 5200 cc, 560cv a 8000 giri,540NM di coppia a 6500rpm, un nuovo sistema di iniezione diretta del carburante (consumi ed emissioni giù del 18%), una differente temporizzazione del sistema di alzata valvole, teste dei cilindri rivisitate e peso complessivo ridotto di 20 kg razie ad una revisione dei componenti del motore, degli assali anteriore e posteriore e dei differenziali.

Numeri da capogiro che regalano prestazioni altrettanto superbe: 0-100 in 3.7 sec e oltre 325km/h di velocità massima. Il tutto coadiuvato da un nuovo cambio automatico sequenziale che , nella modalità più estrema, riduce il tempo di cambiata del 40%. Ma le meraviglie non terminano qui: a completare questo splendido quadro ci pensa un nuovo diffusore posteriore che incremente l’efficienza aerodinamica del 31% ed eventualmente i nuovi freni carboceramici (10.000 euro) capaci di decelerazioni da 1.2g.

L’accelerazione della LP560-4 diventa più feroce agli alti regimi dove l’auto sembra lavorare al meglio (la zona rossa è agli 8500rpm); ma rimane dotata di una curva di potenza più omogenea e robusta anche ai bassi regimi; merito pure dell’iniezione diretta. La rinnovata trasmissione E-gear è più sofisticata e le cambiate in modalità “Sport” e “Corsa” sono davvero violente. Anche a velocità prossime ai 200 orari, la LP560-4 risulta incollata all’asfalto e, grazie alla sua notevole stabilità e alla trazione integrale, spinge il conducente a darle sempre maggiore confidenza. Il peso dell’auto (43%ant/57%post) si fa sentire solo entrando a velocità eccessive nelle curve , ma alleggerendo la presa dal pedale del gas l’auto ritrova subito compostezza. I trasferimenti di carico fra avantreno e retrotreno sono sempre trasparenti ed intuitivi.

In uscita di curva , giocando col gas è facile far scodare l’auto di potenza e, volendo, il tutto può essere supervisionato dall’ESP che ” ci mette una pezza” quando la bravura del pilota non basta più. La tenuta laterale è impressionante, ecco perché, in determinate condizioni, si desidererebbe uno sterzo ancora più preciso e comandi dell’acceleratore e del freno più puntuali; ciò annullerebbe del tutto la già minima tendenza sottosterzante.

Motive Magazine sottolinea come il prpulsore emetta un sound veramente stupendo e come la Lp560-4 sia letteralmente capace di divorare la strada. La macchina risulta essere nelle curve, un mix fra tenuta laterale e corpo vettura controllato. Inoltre la mappatura di erogazione è talmente ben curata che, molto raramente, si avrebbe bisogno di cambiare marcia: la terza va bene anche per curve strette e già in quarta si raggiungono velocità indicibili.

lo sterzo sembra essere artificialmente troppo pesante. Il che è un po’ ridicolo considerando che la sua servoassistenza è praticamente minima. Anche perché le curve si possono fare tranquillamente con l’acceleratore decidendo l’angolazione del muso col semplice pedale di destra. Frenando forte in curva, l’auto rimane comunque controllabile e segue gentilmente col suo retrotreno. Ma è portata al limite che appare straordinaria: sembra danzare tra le curve e tutti i suoi (limitati) nei, svaniscono all’ombra del suo stupefacente carattere stradale.

Fonte: www.autoblog.it


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